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Notizie

Onore al compagno

Bruno Segre

avvocato partigiano intellettuale antifascista

 

 

 

Se ne andato all'età di 105 anni, Bruno Segre. Nato a Torino il 4 settembre 1918, si era laureato in legge nel 1940, ma, a causa delle leggi razziali, non aveva potuto esercitare la professione di avvocato perché figlio di un genitore ebreo.

Arrestato nel 1942 e detenuto per alcuni mesi nel carcere torinese delle Nuove, nel 1944 fu nuovamente imprigionato nella caserma di via Asti, a Torino, sede dell'ufficio politico investigativo della Guardia nazionale repubblicana.

Uscitone, si arruola col nome di battaglia "Elio" nelle formazioni partigiane GL in Val Grana e partecipa alla liberazione di Caraglio.

Dopo la Liberazione lavora come cronista per "L'opinione" e per altre testate giornalistiche. Diviene procuratore e si distingue nella battaglia legale per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza. 

Segretario dell'Associazione torinese contro l'intolleranza e il razzismo, nel 1949 fonda "L'Incontro", giornale impegnato nel campo della difesa dei diritti civili, contro il razzismo e l'antisemitismo, per il disarmo e la pace nel mondo. 

Nel 1958 è rappresentante della provincia nel Consiglio di Amministrazione dell'Opera Pia Ospedali Psichiatrici e manifesta sempre una forte spinta all'impegno nell'associazionismo laico seguendo tra le altre l'Associazione Nazionale Libero Pensiero "Giordano Bruno", della quale è prima vice presidente e poi presidente dal 1996 al 2008. 

E' stato anche consigliere comunale di Torino, capogruppo del Partito socialista, dal 1975 al 1980. Tra le sue tante battaglie politiche e legali, per i diritti civili, quella a favore della legge sul divorzio.

Da sempre impegnato nell'ANPPIA a Torino e a livello nazionale.

I funerali si sono tenuti martedì 30 gennaio alle ore 15,30 con una cerimonia laica al Tempio della cremazione del Cimitero monumentale, in corso Novara. La camera ardente è stata allestita all’Auditorium del Polo del ‘900, in via Del Carmine. 

Il saluto di Nino Boeti, Presidente Provinciale Anpi di Torino  

 

Caro Bruno,

non potevi che “scegliere” una giornata straordinaria per andare via: il 27 gennaio, Giornata della Memoria.

Straordinaria come tutta la tua vita.

A quante persone è capitato di salvarsi grazie ad un contenitore per le sigarette nella tasca della giacca? Quel contenitore con l'impronta del proiettile deviato lo mostravi con orgoglio e un po' di ironia.

Essere straordinario era il tuo destino.

E lo hai utilizzato tutto.

Partigiano, giornalista, avvocato, strenuo difensore dei diritti civili di ognuno e per tutti.

Quanti hanno affittato un piccolo aereo in occasione del referendum sul divorzio per lanciare volantini su Torino sui quali c'era scritto “Il divorzio non viene dal cielo ma lo porta la legge Fortuna/Gaslini”?

Non potevi rassegnarti a quella che ti sembrava essere una terribile limitazione delle libertà individuali.

Sei stato straordinario nello spendere il tempo, il lungo tempo, che ti è stato concesso: 105 anni … e ogni anno ricordato con gli amici che incantavi con i tuoi discorsi e le citazioni in latino.

Che fortuna e che bello per me partecipare a quei momenti...

Hai coltivato i valori della Resistenza: uguaglianza, fratellanza, solidarietà, democrazia.

La Libertà è stata l'obiettivo della tua vita: con questa parola concludevi spesso i tuoi discorsi.

Libertà di pensare, di dire, di agire, di vivere. In una parola... di esserci!

Hai amato la vita come poche tra le tante persone che ho conosciuto.

Ne hai sopportato i dolori, ma hai anche goduto a pieno delle sue gioie.

I tuoi discorsi, dal palco, nella sera del 24 aprile, in piazza Castello a Torino, sono stati un inno alla vita e alla Libertà.

Ciao Bruno... abbiamo creduto che tu fossi immortale e che anche questa volta si potesse trattare di una falsa notizia... ma non è stato così. Questa volta al telefono non mi hai risposto. Però... non mi sembra vero!

 

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Il 29 novembre, giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese istituita nel 1977 dall’Assemblea Generale dell’ONU, la Segreteria nazionale ANPI ha deciso di sottoscrivere l’appello lanciato dal Laboratorio ebraico antirazzista, Assopace, Emergency e Mediterranea Saving Humans, per il cessate il fuoco permanente e per una soluzione politica del conflitto pluridecennale fra israeliani e palestinesi.
Non basta la fragile tregua in corso. Occorre un definitivo cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi e assieme, l’avvio, grazie a una mediazione internazionale, di una soluzione politica che salvaguardi la sicurezza di Israele e imponga la fine dell’occupazione e la nascita di un vero Stato palestinese.
L’attacco criminale di Hamas del 7 ottobre e l’orrore di Gaza a cui stiamo assistendo da quasi due mesi hanno rappresentato il superamento di ogni limite di umanità e di civiltà. Non si costruisce nessuna sicurezza per nessuno con una spirale di barbarie e di sangue innocente. 


Tutte le info e le adesioni su https://cessateilfuoco.org/

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FIACCOLATA PER LA PACE

In piazza a Torino per chiedere

un immediato cessate il fuoco

 

Migliaia di cittadini hanno partecipato alla fiaccolata giovedì 2 novembre per la pace svoltasi  per le vie del centro a Torino. La manifestazione era promossa dal Coordinamento Agite Piemonte, Anpi Provinciale Torino, Libera Piemonte, Centro Studi Sereno Regis, Acli, Arci e Cgil all’insegna dello slogan “fermiamo la violenza” in Medio Oriente. E’ intervenuto don Luigi  Ciotti: «Condanniamo l'ignobile e brutale atto di aggressione di Hamas contro la popolazione civile israeliana e condanniamo la punizione collettiva che Israele sta perpetrando ai danni della popolazione di Gaza. Chiediamo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite una Conferenza di pace che risolva la questione palestinese applicando la formula dei 'due Stati per i due Popoli'».

(approfondimento su la portadivetro.com)

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16 ottobre 1943 deportazione

degli ebrei del Ghetto di Roma


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esattamente 80 anni fa, il 16 ottobre 1943, alle 5.15, i nazisti, coadiuvati dai fascisti, entrarono nel ghetto ebraico di Roma, radunarono con violenza 1024 persone e le deportarono nel campo di concentramento di Auschwitz. Di quei tantissimi innocenti solo 16 fecero ritorno. Una delle pagine più efferate della criminalità nazifascista.

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​Pian del Lot - Incontro pubblico con

le autrici del restauro del Sacrario

TORINO, 14 ottobre 2023

 

Pian del Lot, sulla collina torinese, luogo simbolico dove il 2 aprile del 1944 furono barbaramente uccisi dai nazisti ventisette ragazzi, provenienti dai rastrellamenti in Val di Lanzo, in Val Pellice, presi dalle celle del carcere Le Nuove, e qui falcidiati a colpi di mitragliatrice, ha visto l'incontro pubblico tra le studentesse del corso di laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino che hanno partecipato al cantiere di restauro del Sacrario con le autorità istituzionali rappresentate dal vice presidente del Consiglio regionale e presidente del Comitato Resistenza e Costituzione della Regione Piemonte, Daniele Valle e l'assessora alla Cultura del Comune di Torino, Rosanna Purchia che hanno voluto ringraziare le studentesse per il loro impegno in questo apprezzato lavoro. 
Erano presenti all'incontro Nino Boeti, presidente dell'Anpi Provinciale di Torino, Michele Guggino, consigliere della circoscrizione 8, Daniele Castelli, direttore della Struttura Universitaria in Scienze per la Conservazione,  Restauro, Valorizzazione dei Beni Culturali di UniTO ed Alfonso Frugis, presidente del Centro Conservazione e Restauro 'La Venaria Reale' e il docente restauratore Francesco Brigadeci.

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