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Con l'Anpi in Bosnia Erzegovina

A trent'anni dal conflitto più drammatico dell'Europa del secondo Novecento, nei giorni 8-11 settembre, un gruppo di 18 persone hanno visitato, con l'Anpi-Viaggi della Memoria di Torino, il Memoriale e cimitero di Srebrenica-Potočari e il museo con un'esposizione permanente dedicata al “fallimento della comunità internazionale” nel fermare il genocidio di Srebrenica, in Bosnia-Erzegovina. Il museo - parte del centro memoriale di Potočari - ha sede nell'ex fabbrica di batterie dove nel 1995 si trovava il comando del battaglione olandese della missione ONU “UNPROFOR”, il cui compito era difendere l'“area protetta” di Srebrenica. Qui nel luglio nel1995 e nelle valli circostanti circa 8000 persone vennero catturate e uccise dalle forze serbo-bosniache guidate dal generale Mladic, sotto gli occhi impotenti delle truppe dell'ONU che avrebbero dovuto proteggerle.

E' seguita la visita di Sarajevo (capitale della Bosnia Erzegovina), con il suo mercato, le moschee, la Biblioteca, ma anche con la visita del Museo del Tunnel per un approfondimento legato all’assedio della città negli anni Novanta e le altre testimonianze dell'assedio più lungo della storia moderna. Qui si fondono culture e stili diversissimi con la convivenza di musulmani, ortodossi, cattolici ed ebrei. In pieno centro la sinagoga, la chiesa serbo-ortodossa e alcune moschee e madrase sono a pochi passi tra loro, sulle vie lastricate, con alcune buche dipinte di rosso laddove i colpi di mortaio hanno ucciso molte persone (le “rose di Sarajevo”).


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