Detto in pochissime parole. Donnie T. bullo e ora bugiardo
- viniciomilani8

- 3 mar
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di Indiscreto Controcorrente
Superlativo fu Dick Cheney, forse uno dei vice presidenti più mendaci della storia degli Stati Uniti. All'inizio del nuovo Millennio che convinse (non era un'impresa impossibile) il suo presidente George W. Bush a sostenere che l'Iraq aveva nei suoi arsenali l'arma di distruzione di massa. Una frottola colossale, gigantesca come una montagna, in cui caddero, o vollero cadere, in molti per giustificare la seconda guerra del Golfo, la cattura del tiranno iracheno Saddam Hussein e i relativi pozzi petroliferi di quel paese. Ultimo, ma non meno importante, l'incremento delle spese militari, cui Cheney, gran protagonista, si mormora fosse direttamente interessato come "ex dipendente"... della Halliburton, pezzo da novanta nell'acquisizione di commesse dal Pentagono. La bufala cominciò poi a farsi largo, venne a galla in tutta la sua interezza, ma a giochi fatti, con tutti soddisfatti, e in alcuni casi anche rimborsati con laute prebende. Gli unici a rimetterci sono stati e lo sono tuttora gli iracheni, mutilati nella loro sovranità e Saddam Hussein, condannato a penzolare dalla forza.
Ora la storia si è ripetuta con Donnie T., il prepotente che abita alla Casa Bianca. Lui però non ha bisogno di vice per mentire. Il suo narcisismo glielo impedisce, quindi agisce in proprio. E lo ha fatto sabato per dare sfogo alla sua voglia di menare le mani, accusando l'Iran di avere un piano di distruzione di basi Usa in Medio oriente. "Non è vero", lo ha però sconfessato a stretto giro di posta il Pentagono. Così la bugia non è durata nemmeno lo spazio di un mattino. Ma Donnie T, prepotente e bullo al cubo, non si è dato per vinto e ha rincarato la dose : "L’Iran costituisce una minaccia enorme non solo per il Medio Oriente, ma anche per gli Stati Uniti: i suoi missili potrebbero raggiungere il nostro Paese".
Risate trattenute a Washington per non mancare di rispetto alla massima carica del Paese e, soprattutto, ai militari morti in questi primi giorni di attacchi all'Iran, e anche ai civili innocenti iraniani che si dice di volere liberare dal gioco della teocrazia, vittime dei bombardamenti. Tuttavia è sempre più diffusa in America la convinzione che l'uomo oramai dia soltanto "fiato ai denti", come direbbe Tex Willer, senza preoccuparsi se esistono riscontri oggettivi alle sue affermazioni.
Però nessuno ha il coraggio di dirglielo. Tutti o quasi di quelli che credono di contare, ma non per Donnie T. che li considera alla stregua di "usa e getta", preferiscono lisciargli il pelo, proni alle sue minacce, schiacciati dal peso della sua irruenza verbale. Probabilmente sperano che "adda passà 'a nuttata". Il classico calcolo dei deboli.
Quando Donnie T. scatenerà l'Apocalisse, e ci stiamo andando vicino, raccomandiamo in un sussulto di dignità a lor signori di cantare la strofa di una famosa canzone di Fabrizio De André: "Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti".
(La Porta di Vetro - 1/3/2026)

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