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Il francobollo al fascista Italo Foschi, un’offesa alla democrazia

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha annunciato per il 7 giugno 2024 l’emissione di un francobollo commemorativo dedicato a Italo Foschi, che fu primo presidente e fondatore dell’Associazione Sportiva Roma, nell’ambito delle celebrazioni per i 140 anni dalla sua nascita (7 marzo 1884), nativo di Corropoli, Teramo.

Questa decisione di rendere omaggio a una personalità che oltre ad essere ricordato per il suo ruolo nello sport, è una figura controversa, essendo stato anche un noto squadrista e fascista, come riportato dal Dizionario biografico italiano della Treccani. Fu espulso per eccesso di squadrismo, si era congratulato con Amerigo Dumini per l'assassinio di Giacomo Matteotti scrivendogli che era un eroe, degno di ammirazione”.

La scelta di glorificarlo attraverso un francobollo anche in coincidenza con le celebrazioni del centenario dalla morte di Giacomo Matteotti, oppositore del fascismo brutalmente assassinato negli anni ’20. ha innescato una serie di reazioni e indignazioni, non solo a sinistra, sollevando una questione più ampia sulla responsabilità della memoria storica pubblica, nonchè di ambiguità e di insensibilità verso le vittime della violenza fascista.

Sul Corriere Peligno del 5/6/24 il consigliere regionale Luciano D’Amico, promotore del costituendo Osservatorio Antifascista 25 settembre 1943 afferma:

“Si rimane costernati di fronte a un Governo della Repubblica che onora chi era dalla parte sbagliata della storia”. “Italo Foschi fu fascista, squadrista, pupillo dell’antisemita Roberto Farinacci e del quadrunviro del partito nazionale fascista Cesare Rossi; fu fedele servitore di Benito Mussolini che seguì fino alla Repubblica di Salò.

Nel suo ventennale stato di servizio al fascismo, si annoverano atti di pura violenza, quale a titolo di esempio, quello nel novembre del 1923 con l’organizzazione della devastazione dell’abitazione romana dell’ex presidente del Consiglio Francesco Saverio Nitti. […]

I meriti sportivi, che sono alla base dell’emissione del francobollo celebrativo della Repubblica Italiana, non possono superare la vergogna per le azioni fasciste, violente e antidemocratiche compiute da Foschi, né la sua frequentazione con esponenti delle SS nella qualità di Prefetto di Trento, fra cui Wolfram Sievers,  detentore di una personale collezione di crani e scheletri umani derivante dall’assassinio di 112 prigionieri ebrei appositamente selezionati e uccisi dopo essere stati misurati per analisi antropometriche.

L’emissione del francobollo a Italo Foschi sarebbe, con ogni probabilità, passata inosservata se non fosse stata presentato e celebrata in un Ministero della Repubblica Italiana: ed è per questo comportamento che diviene necessario denunciare questa grave offesa alla Repubblica democratica e antifascista ricordando chi era effettivamente Italo Foschi” conclude.

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