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La fiaccolata dell'orgoglio partigiano

Aggiornamento: 24 apr 2023


Guarda le foto. La Torino democratica e antifascista ha dato una risposta concreta ed emozionante con la fiaccolata di stasera, 24 aprile, vigilia del 78°anniversario della Liberazione, ai revisionismi strumentali e pelosi, e alle strampalate interpretazioni della guerra partigiana che si sono affastellati nelle ultime settimane. Parole dette in libertà da parte di chi o per una forma di nostalgia in servizio permanente effettivo o per il tipico livore da frustrazione di una sconfitta scritta nella Storia, non riesce a prendere definitivamente le distanze dal Fascismo e dalla violenza che è insita in quell'ideologia. Nel corteo che si è mosso da piazza Arbarello, in cui spiccava lo striscione dell'Anpi provinciale, e in piazza Castello, una koiné di generazioni ha tracciato una ideale linea di demarcazione tra la politica reale, che in uno spirito democratico prevede l'alternanza al potere, e l'uso fraudolento della politica che a conquistare il potere per ridurre gli spazi democratici. E dal palco delle istituzioni, dove hanno preso la parola il sindaco di Torino Stefano Lorusso, e il vicepresidente del Consiglio regionale Daniele Valle, è stato simbolicamente la figura dell'avvocato Bruno Segre, partigiano, deportato, 105 anni il prossimo 4 settembre, a unire con il suo intervento la trasversalità generazionale delle emozioni, dei sentimenti e del rispetto per il 25 aprile 1945, che rimane l'orgoglio, anche con il suo carico di retorica, della Repubblica italiana.





Bruno Segre

Stefano Lorusso, sindaco della città di Torino

Daniele Valle, vice presidente Consiglio regionale del Piemonte

Barbara Berruti, direttrice Istoreto



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